PASSIVHAUS: COSA E’ UNA CASA PASSIVA?

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Passive House in inglese o Passivhaus in tedesco

Cosa vuol dire casa passiva?

Un edificio è del tipo passivo quando è progettato e realizzato con criteri che permettano di limitare al massimo (o, nei casi più “spinti”, di eliminare) il fabbisogno energetico per riscaldare o raffreddare gli ambienti interni.

Il concetto chiave è MASSIMO COMFORT – MINIMA SPESA.

Le prime Case Passive sono state costruite nel Nord Europa, ma si sono diffuse velocemente in tutto il Centro Europa:

  • Olanda;
  • Germania;
  • Austria;
  • Svizzera.

Negli ultimi anni questo tipo di costruzione/progettazione sta prendendo piede anche in Italia, ed iniziano a vedersi i primi edifici passivi.

CASA PASSIVA: Edifici NZEB

Le Case Passive fanno parte degli edifici NZEB (near zero energy building), in italiano costruzioni ad energia quasi zero.

Pensa che dal 2020 tutte le nuove costruzioni e le ristrutturazioni importanti dovranno raggiungere lo standard di edificio passivo.

Un edificio del tipo passivo non deve per forza essere costruito in legno, come spesso si pensa, ma può essere costruito anche con la classica struttura in muratura o in acciaio.

Negli interventi energetici più comuni di costruzione o ristrutturazione vengono solitamente applicati:

  • Termocappotto;
  • Finestre a doppio o triplo vetro.

cercando esclusivamente di impedire che il freddo o il caldo non entrino e non escano dall’abitazione.

Nelle case passive, oltre ad uno studio preventivo sul comfort interno ed una analisi su sistemi e materiali da utilizzare che riducano al minimo la dispersione termica, si progettano e si applicano soluzioni che ottimizzino l’irraggiamento solare, limitandolo nei mesi estivi e sfruttandolo al massimo nei mesi invernali.

Un altro componente fondamentale, se vorrai avere una casa passiva, sarà la ventilazione meccanica controllata, meglio conosciuta come VMC, dotata di scambiatore termico con recuperatore di calore.

La progettazione di un edificio passivo si basa su 5 fondamenti imprescindibili per raggiungere la certificazione finale dell’edificio.

CASA PASSIVA: Coibentazione termica di grande qualità

L’involucro di una casa passiva certificata, come già anticipato, può essere costruito sia in legno che in laterocemento, con materiali naturali come artificiali.

Non è vero che è obbligatorio utilizzare solo materiali naturali o eco-friendly.

Spesso quando si parla di case a basso consumo si prendono in esame solamente i costi da sostenere per il riscaldamento invernale ma, per una buona progettazione di una casa passiva, è necessario valutare in fase di progetto anche il calcolo del fabbisogno frigorifero, cioè l’energia necessaria per raffrescare l’ambiente interno nel periodo estivo ed avere una temperatura ottimale all’interno anche in caso di alte temperature esterne.

Nel nostro clima costa molto più raffrescare in estate piuttosto che scaldare in inverno.

CASA PASSIVA: Doppi o tripli vetri basso emissivi

Nelle case passive generalmente si utilizzano finestre a triplo vetro, non è comunque da scartare l’ipotesi di un doppio vetro, dipende! L’importante è che tutto sia calcolato fino al minimo dettaglio già in fase progettuale.

I serramenti sono la parte più critica e complessa dell’involucro edilizio, in quanto devono:

  • Proteggere dal caldo e dal freddo
  • Proteggere dai rumori
  • Proteggere dagli agenti atmosferici

Verrebbe da dire: “Sì! Come le pareti ed il tetto, in fondo!”

Vero, ma devono anche:

  • Fare passare luce naturale
  • Fare passare calore nel periodo primaverile ed autunnale
  • Mantenere il caldo all’interno nel periodo invernale
  • Mantenere il fresco nel periodo estivo
  • Creare un passaggio comodo e funzionale da interno ad esterno

Tutto questo in pochi centimetri di spessore.

Ed è proprio per questo che sono l’elemento più critico del sistema involucro.

CASA PASSIVA: Considerare e minimizzare i ponti termici

Per spiegare in maniera semplice il significato di ponte termico si potrebbe dire che è una discontinuità costruttiva di un edificio. Quindi i ponti termici sono tutti i “punti deboli” di un edificio.
Il ponte termico può essere dovuto all’accoppiamento di diversi materiali che si comportano diversamente a livello di conduzione termica (per es. il punto di contatto tra una trave e un pilastro, oppure tra l’infisso e la parete), oppure a variazioni geometriche, come ad es. uno spigolo o gli angoli dell’edificio.
I ponti termici sono presenti in tutti gli edifici, ma una buona progettazione permette di annullarli o limitarli al minimo.
Anche la posa in opera dei materiali ha un’importanza notevole in quanto operai non qualificati per questo tipo di costruzioni potrebbero vanificare il buon lavoro del progettista.

Per una casa passiva sarà necessario quindi:

  • Un ottimo progetto
  • Operai specializzati per le fasi di montaggio

Parlo del progetto di posa in opera in questo articolo.

CASA PASSIVA: Involucro a tenuta all’aria

Quando si parla di tenuta all’aria viene naturale pensare agli “spifferi” presenti sotto le porte, o che entrano dalle finestre o dai cassonetti.
Come anticipato, gli infissi hanno una fondamentale importanza e devono quindi evitare l’entrata di aria dall’esterno sia fra ante e telaio che fra il telaio e l’involucro.
Nelle case passive la tenuta all’aria deve essere quasi assoluta e quindi, anche in questo caso, il progetto deve essere studiato nei minimi particolari.
Per esempio, nelle costruzioni “a secco” si esegue la cosiddetta “nastratura”, che consiste nell’applicare appositi nastri e teli nei punti di giunzione dove potrebbe infiltrarsi l’aria.

Anche tutte le scatole elettriche e gli impianti devono essere installati con criteri che garantiscano la tenuta all’aria.

Per certificare la tenuta all’aria dell’edificio, viene eseguito in corso d’opera e a fine lavori il “blower door test” che consiste nell’applicare al posto della porta due grossi ventilatori che immettono o aspirano aria, permettendo di verificare eventuali zone dove passa l’aria o certificare appunto l’assenza di punti deboli.

La tenuta all’aria, insieme alle finestre ed all’involucro termico, permette di avere degli ambienti dove la temperatura sarà uniforme, al contrario delle abitazioni tradizionali dove, per esempio, le zone vicino ai muri perimetrali hanno una temperatura diversa da quella al centro della stanza creando discomfort.

CASA PASSIVA: Impianto di ventilazione con recupero di calore

In una casa passiva sarebbe opportuno non aprire le finestre.

Non è vietato, nessuno userà la katana stile “samurai” se metterai mano alla maniglia! È assolutamente possibile in qualsiasi momento ed in qualsiasi stanza, ma sappi che l’impianto di Ventilazione Meccanica Controllata VMC ottiene la sua massima efficienza e produce il maggior comfort tenendo le finestre chiuse.

L’aria viene costantemente ricambiata, aspirata dalle stanze che producono aria “sporca” e umida (bagno e cucina), raggiunge uno scambiatore di calore, cede il calore (in inverno, mentre in estate lo assorbe dall’aria più calda proveniente dall’esterno, raffreddandola) e la espelle esternamente.

Contemporaneamente da un altro condotto viene prelevata aria esterna che passa attraverso dei filtri che la purificano, passa attraverso lo scambiatore di calore (che la riscalda in inverno e la raffresca in estate), viene deumidificata ed infine reimmessa nelle stanze che necessitano di aria pulita (stanze da letto e soggiorno).

Questo sistema permette quindi di avere sempre aria pulita come se si tenessero le finestre costantemente aperte ma evitando di fare entrare in casa freddo o caldo, smog, polveri sottili e pollini, garantendo sempre un corretto grado di umidità relativa e conseguente assenza di muffa e condensa superficiale.

macbridestudio, PH01:BRK Passive House 01, Brookings SD

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Andrea Poletti

Andrea Poletti

Andrea Poletti, titolare della mia azienda che si occupa di consulenza, progettazione, produzione e posa in opera nel settore dei serramenti e complementi.

“Fin da ragazzino sono cresciuto con lo scricchiolio dei trucioli sotto ai piedi, dal 2001 mi occupo di costruire ed installare personalmente porte e finestre, solo in seguito con il passare degli anni sono diventato consulente tecnico e venditore”.

Ho ideato il sistema FINESTRA 3.0 ed applicato, assieme a mio fratello e socio Paolo, alla nostra azienda.

“Faccio parte della seconda generazione di serramentisti ed i principi morali che mi caratterizzano non sono cambiati da quelli che rappresentavano mio padre nei primi anni 70, dedizione, educazione e rispetto”

La mia azienda in questo mi rispecchia e tutto ruota attorno a competenza, organizzazione e formazione, lo stesso vale per il mio sistema costruito sulla coerenza, sulla fiducia e sulla responsabilità delle persone.